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LA MORTE IMPROVVISA DI DOLORES O’RIORDAN

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Scritto da
MMC Edizioni
16 Gennaio 2018

La cantautrice e musicista irlandese, voce dei Cranberries, si è spenta a soli 46 anni per cause ancora non rese note.

Dolores O’Riordan: un talento e una voce molto particolari.

DoloresNon posso dire di essere stata una accanita fan di Dolores O’Riordan però, all’inizio degli anni ‘90, mi aveva indubbiamente colpito quella minuta ragazza irlandese che utilizzava una voce particolare con una tecnica assolutamente personale. Mi aveva colpito anche la sua grinta, quella forza prorompente che riusciva a trasmettere sul palco nonostante un fisico tutto sommato gracile.
E credo che a chiunque ascoltasse musica in quegli anni sia rimasto indelebilmente scolpito nelle orecchie l’insolito ritmo della canzone “Zombie” che la fece conoscere e apprezzare a livello mondiale. Così come è impossibile dimenticare il video della canzone, con il corpo di Dolores interamente dipinto d’oro che si agitava scattosamente con una grande croce come sfondo. Impossibile dimenticare l’impegno della cantautrice che volle scrivere questo brano musicale in memoria della morte di due giovani, uccisi durante un attentato dell’IRA nel 1993 a Warrington. Non era una canzone politica ma un’accusa contro la follia insensata della violenza che uccide giovani vite generando solo disperazione.

Il dolore e l’incredulità del web alla notizia della morte di Dolores O’Riordan.

Puntualmente, appena si è diffusa la notizia della morte di Dolores O’Riordan, sui social si è scatenata quella che io chiamo al “corsa al R.I.P.”, un acronimo con il quale ormai un po’ tutti vogliono dimostrare di essere partecipi della scomparsa di chiunque, usando le stesse parole. Il popolo del web spesso si dimostra banale. Come se ripetere tutti una stessa frase creasse una sorta di nenia mondiale, come se con tre lettere dell’alfabeto scritte in rete ci si mettesse a posto con la coscienza, esattamente come quando si fa l’elemosina ad un clochard o al lavavetri al semaforo.
Quando ieri sera ho letto inizialmente la notizia, ammetto di aver pensato come prima cosa ad una fake news di pessimo gusto, e solo successivamente di averla accolta con stupore come triste realtà. Al mio dubbio e stupore sono poi seguiti una serie di flash back, di ricordi legati a quella musica, a quella voce e un sottile senso di vuoto e di malinconia.
Non ero una accanita fan di Dolores O’Riordan, ma la musicista era riuscita in passato a scatenare in me delle emozioni, quelle stesse emozioni che sono riaffiorate adesso, al momento della sua scomparsa. Credo che per un'artista essere riuscita a suscitare delle emozioni sia il migliore dei risultati auspicabili.

La morte prematura amplificherà il mito.

Dolores non farà parte della cosiddetta generazione maledetta del “club 27”, ovvero di quel gruppo di cantanti che per cause varie morì all’età di 27 anni, alimentando involontariamente il proprio mito. Anche Dolores però è morta giovane, a soli 46 anni, e in circostanze ancora non ufficializzate. Credo che ciò sarà sufficiente a esaltare ulteriormente la sua figura di musicista e a mitizzarne il personaggio.
Per quelli come me, che l’hanno vista nascere come stella musicale e improvvisamente sparire dalla vita, si aggiunge una triste sensazione di coscienza del tempo inesorabile che passa, sia per loro, stelle musicali, sia per noi spettatori che rimaniamo a guardare. Una sensazione provata anche alla notizia della morte di David Bowie di qualche tempo fa.
Non rimane che abbassare lo sguardo in segno di rispetto verso questi personaggi che hanno accompagnato parte delle nostre vite, ognuno a suo modo e senza conoscerci. E personalmente voglio rivolgere anche un pensiero e un abbraccio ai tre giovanissimi figli di Dolores, che hanno perso qualcosa di più grande della musicista, la loro mamma.

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